I'm very interested to the HR area. I'm a master degree in Social, work and communication psychology.

Quantitative or Qualitative analysis??

Questo “argomento” vuole essere luogo di confronto tra chi sostiene l’analisi qualitativa e chi la quantitativa.

Io personalemente sono un purista dell’analisi qualitativa poichè trovo che qualsiasi dato raccolto, anche se compilato in un questionario, risenta sempre e indissolubilmente della situazione e del contesto. Può essere che in un altro tempo e luogo, le risposte al questionario sarebbero diverse, e dunque la standardizzazione e ricerca della regola generale per la popolazione, che l’analisi quantitativa cerca, trovi invece un errore sistematico che altera i risultati trovati.

Tu cosa ne pensi???

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This “argument” aims to be a place of confrontation between those who support the qualitative analysis and quantitative those who.

I’m a purist of qualitative analysis  because I find that any  data collected, even if compiled in a questionnaire, always inextricably affected the situation and context. It may be that in another time and place, the answers to the questionnaire would be different, and therefore the standardization and research of the general rule for the population, that quantitative analysis seeks, finds instead a systematic error that alters the results found.

What do you think??

Commenti su: "Quantitative or Qualitative analysis??" (1)

  1. Igor Vaslav Vitale ha detto:

    Ciao Luca, io credo che il problema sia proprio nell’identificare un continuum unidimensionale che conduca da qualitativo a quantitativo, tale che se ci si posiziona su un estremo non si può essere allo stesso momento nell’altro. L’errore è in entrambi gli estremi, se considero il numero come tale senza considerare le sue implicazioni psicologiche, contestuali, culturali etc sicuramente non arrivo a nessun risultato. Per questo non stupisce come l’uso del numero in psicologia ha portato alcuni metodologi (Marradi, 1980, 2007) ad affermare che “non si può misurare in psicologia” Ma anche fare solo contesto e qualità è poco utile. Ad esempio non si può fare una selezione del personale con la sola qualità, la selezione infatti implica un livello di idoneità, superiore a quello di non idoneità rispetto alle variabili analizzate, così come spesso in questo contesto si utilizza una graduatoria, la graduatoria presuppone una quantità dietro di sé. Io credo si debba fare un uso corretto del numero, il numero va situato nel contesto, ma difficilmente si può prescindere dal numero (almeno come simbolo che rappresenti la quantità e non tanto come rappresentante dell’unità di misura).

    Igor Vitale

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